Postato da Malamente
Mi porto da giorni una rabbia dentro che non riesco neanche a spiegare.
Guardando il telegiornale il 31 marzo avevo sentito della scomparsa di un’artista milanese che (scusate la mia ignoranza) onestamente non conoscevo.
Mi informo un po’ meglio, e scopro che questa donna, Giuseppina Pasqualino di Marineo, stava intraprendendo, con un’amica, Silvia Moro, un’esperienza artistica alquanto nobile e particolare: partire da Milano ed arrivare in Palestina, attraversando Bosnia, Bulgaria, Turchia, Siria, Libano, Giordania ed Israele, solamente in autostop, in abito da sposa (http://bridesontour.fotoup.net).
L’autostop. Intraprendere un viaggio con uno scopo ben preciso: affidarsi nelle mani di altri viaggiatori o di locali, attraversando terre sconvolte da guerre (presenti e passate), per dimostrare che aprirsi verso gli altri, avere fiducia nel prossimo, non può che essere ricambiato con la fiducia stessa, la fratellanza, la speranza.
Il vestito da sposa. Una scelta molto eccentrica, senza lo scopo però di stupire solamente, ma con alle spalle un pensiero importante sul simbolismo del vestito stesso e del matrimonio. Due donne poichè il numero due rappresenta il numero dell’incontro, del reciproco, del diverso. Il matrimonio come segno d’unione tra l’uomo e la terra, tra gli uomini stessi. Un abito bianco per ricordare la luce, la pace, la donna come generatrice di vita. Un vestito da sposa non qualunque, disegnato nei minimi dettagli, dettagli simbolicamente eccezionali (http://bridesontour.fotoup.net/abiti.html). Come una delle mantelle, studiata per servire come copricapo ma anche come strumento per asciugare i piedi alle ostetriche del posto, durante performances della “Lavanda dei piedi”, che le artiste avrebbero compiuto durante il viaggio, come simbolo di riconoscenza e gratitudine verso queste donne. Una delle vestaglie, realizzata con un disegno raffigurante delle cellule che sono anche in questo caso un tributo alla vita… e tanto altro.
Sono indignata, che una Donna così sia stata trovata sepolta nuda sotto terra e sterpaglie, stuprata e poi strangolata.
Sono furibonda, perchè la Donna è un simbolo puro, immacolato, solo per la sua ragion d’esistere.
Sono stanca che le Donne debbano avere paura, debbano non doversi fidare di nessuno, debbano tacere le loro idee e il loro carattere per non offendere la morale di piccoli uomini.
Ma Vaffanculo!! E’ l’unica cosa che mi vien da dire, ma che non mi basta per sfogare la mia ira. Andate proprio a quel paese, pezzi di omuncoli che valete meno di zero, che non siete in grado di farvi voler bene neanche da uno straccio di donna, e perciò sentite il diritto di andarvela a prendere con la forza. Fanculo proprio a voi piccole nullità, piccoli corpi animati fatti di niente, che protestate contro uno stato che permette alle vostre mogli, alle vostre madri e alle vostre figlie di avere dei diritti.
Mi dispiace proprio tanto, che un involucro così perfetto come il corpo umano, sia stato più volte sprecato per contenere l’oblio che è in voi.
Potete stuprarci, potete seppellirci (vive e/o già morte), potete impedirci di raggiungere posti di comando, potete provare a fare qualunque cosa per annientare le nostre persone, ma resterete sempre degli uomini fatti di niente, e noi delle Donne.
N.B. Ovviamente non mi riferisco a tutto il mondo maschile quando esprimo la mia rabbia, tanto quanto non mi riferisco a tutto il mondo femminile quando parlo di Donne. A buon intenditor poche parole…
Pubblicato in Inumana umanità | Contrassegnato da tag Add new tag | 13 Commenti »
Lascio parlare due quotidiani non comunisti, nonostante quello che dice un certo uomo attribuendo il termine “rosso” o “comunista” a tutto ciò che non è lui.
Sì, cari telespettatori, la terza edizione del Grande Fardello tornerà 



Nell’ex-Birmania i monaci sono scesi in piazza, accompagnati dal popolo, per protestare contro la dittatura militare.




