La vertenza sindacale
Gennaio 3, 2007 di jenaridens
Finalmente avevo deciso di fare una vertenza sindacale a quello stronzo del mio ex-datore. Avevo un piano in fondo, dovevo fare di tutto per recuperare i soldi coltivati in due mesi di duro lavoro per quell’idiota, per quell’idiota poi!
Così, il giorno dopo essere stato dai sindacati passai da lui, non per un ultimatum stipendiario, come fino ad allora avevo fatto. Entrai nel suo ufficio come fosse casa mia, non m’importava se aveva clienti, anzi mi sarebbe stato gradito insaccarlo di merda di fronte ai suoi clienti. Ma in ufficio c’erano solo lui e la segretaria, “Silvia, Silvia che cazzo fai?” pensai tra me e me. Lui grasso e persino sudato nonostante il freddo cane, in camicia e cravatta. Osservai l’orologio, erano le sei, fuori la notte cominciava a scendere.
«Allora» gli feci serio, «sono qui per i miei soldi, ci sono stavolta?»
«No» rispose lui secco e Silvia sgattaiolò dalla porta della segreteria.
«Secco e fiero, ha il coraggio di rispondermi» rimuginai, «Beh, io non so esattamente quanta gente hai fregato con questo tuo metodo da volpe, ma sappi che c’è una vertenza sindacale a tuo nome, anche se mi hai fatto passare per coglione per due mesi!»
«Stronzo» sibilò.
Poi rimase muto, chinò la testa.
Lo aspettai. Un minuto rimase così. Non si muoveva. Nemmeno io. Aspettavo. Tacque.
Per un minuto.
Poi parlò: «Ti ammazzo». Ecco, questo disse, con un tono di voce inaudito alle mie orecchie, qualcosa di diverso, di paranoico, e odorava di pazzia.
Solo che poteva attaccarsi ad una corda lui e le sue minacce, alla mia rabbia non interessavano i suoi squilibri mentali o neurologici che fossero, la mia rabbia non poteva sopportare di aver lavorato gratuitamente per un ciccione ladro falso e pure schizofrenico. E fu la rabbia a dire: «Ascolta, discarica di merda, perché questa è l’ultima cosa che ti dico, poi ti arrangi con sindacati e avvocati, se in qualche modo riesci a spuntarla, dato che la gente come te in qualche modo riesce sempre a farla franca, beh, se ce la farai, spero che servano per comprarti un vibratore che t’esploda nel culo». Sorrisi.
Effettivamente la scena era comica, mi voltai e m’incamminai all’uscita. Mi rodeva, certo, lasciargliela vinta a quell’ammasso di letame cacato da mucche pazze, ma che potevo farci? D’altro canto il mondo, non è forse stato creato per questi furbastroni che te la fanno sotto il naso? Il mondo non è per loro? E per gli imbecilli? I corretti sono una specie in estinzione e comunque la giri lo prendono sempre in quel posto. Io non ero né un furbastrone, né un imbecille e tantomeno uno corretto: conveniva proprio riderci sopra: “Un vibratore che gl’esplode nel culo, eheheh” canticchiai uscendo, prima di sentire il botto.
Quel botto dietro di me e il rumore di vetri che s’infrangevano.
Mi voltai di scatto, era lui, paonazzo, furioso a denti stretti e ben in mostra, all’istante mi provocò timore e simpatia, perché era sì pazzo, ma di sicuro anche ridicolo. Un grasso sacco di letame matto e ridicolo.
Poi di scatto mi venne contro aggredendomi, io mi sbilanciai e con una gomitata lo buttai contro la parete. Silvia comparve e gridò una cosa tipo «fermi, fermi, basta» ma posso anche sbagliarmi dato che lui mi spinse a terra rumorosamente. Tentò di dividerci ma capì al volo che era meglio lasciar stare se non voleva trovarsi con qualcosa di rotto.
Ora lo stronzo aveva passato il limite e la rabbia divenne furia, non so come riuscii a spostare quel ciccione da un quintale ma da quel che ricordo dovevo proprio averne le palle piene di lui e della sua faccia.
Lo presi a calci fin fuori il fabbricato, le urla di Silvia cambiarono in «lo ammazzi, fermo, lo ammazzi».
Rieccolo il gran furbastrone sacco di letame alienato e ridicolo, eccolo lì di fronte a me, stirato per terra, ancora rosso in faccia, quasi psichedelico e ansimante con quel suo soffietto ripugnante. “Ed ora basta, non lo voglio vedere più”, mi passai una mano sulla fronte, io ero sicuramente tutto intero, forse anche lui, in fondo non avevo colpito troppo forte, mi dispiaceva. Potevo andare.
Invece no.
Invece no perché il pazzo ciccione tirò fuori dalla tasca una pistola come un mago tira fuori un coniglio dal cilindro. Una pistola vera, niente trucchi. E il gelo mi fermò il sangue e tutto parve chiaro: il suo comportamento duro di prima, la sua aggressione temeraria: “Questo si vuole ammazzare” ovvio, “e non gliene frega proprio niente di seccare qualcun’altro nella sua via per l’aldilà”.
Il terrore può fossilizzarti i muscoli. E così mi sentii per qualche istante: una pietra, un pezzo di ghiaccio, un condannato di fronte al suo plotone di esecuzione ed il mio plotone era lui: quel ciccione sudato e stupido e decisamente matto che aveva mandato a rotoli la sua impresa, che aveva deciso di assumermi in nero per succhiare un po’ le mie energie e fottersi il mio stipendio, che adesso aveva scelto di morire forse con le chiappe nude ai denti aguzzi degli squali dei creditori e che infine mi stava lì di fronte con la pistola puntata al cuore o chissà dove dato che quell’idiota tremava come un epilettico in crisi acuta. Questo è il Terrore.
Ma l’immagine del terrore diede una scossa a qualcosa dentro di me: qualcosa che mi fece pensare che morire così sarebbe stata la cosa più oscena che potesse capitarmi e questa flebile nebbiolina d’idee s’alzò nella mia mente e si trasformò in tempesta di odio, in lampi di esasperazione e strinsi i denti e i miei sensi si “allungarono” attorno a me e la paura mi fece balzare. Questo è l’Orrore.
Balzai contro di lui col braccio destro lungo disteso, a pugno serrato e lo colpii al mento, lui sorpreso cadde all’indietro perdendo di mano la pistola, gli occhiali scivolarono via dal naso cadendo a terra disintegrandosi in rugiada sull’asfalto.
Colsi la pistola e schiacciai la canna sulla sua fronte.
Ora tremava, tremava, essì, quel ciccione pazzo.
«Tremi? Hai paura?»
«Non uccidermi, ti prego» singhiozzò lui.
Io lo guardai dritto negli occhi e gli sorrisi, ma bonariamente, estremamente addolcito nello sguardo, come una madre quando guarda il figlioletto di cinque anni che ha combinato una marachella e ha intenzione di perdonarlo. Così lo guardai. E a lui stavano per lacrimare gli occhi.
Poi partì il colpo.
Ban’!
Il rimbombo potente – tuono violento – la pioggia di sangue.
«Amico mio, io non sono mica tua madre.»
Il resto del cervello stava lì insieme alla sua ciccia e al sacco di merda pazzo e sudato che era.
“Cazzo, mi sono sporcato il maglione di sangue!” pensai sbuffando. Silvia lo guardava con gli occhi che più aperti non si poteva, sembrava quasi che quelle due palline si sarebbero staccate dalle orbite cominciando a rimbalzare qua e là per terra come palle da tennis. Così pensai.
Mi avviai sereno alla macchina facendo cadere la pistola a terra. Ricordo che per giocarci ancora un po’ misi anche la sicura prima di abbandonarla.
Accesi, tirai un respiro profondo. L’autoradio partì. E Lou Reed cominciò a cantare.
Shining shining, shining boots of leather…




Questo racconto l’ho scritto circa 6 o 7 anni fa, tutto frutto di fantasia, quando all’epoca avevo molto più tempo da perdere. Ho deciso di postarlo perché così forse qualcuno ancora lo leggerà. Non voletemene per questo, d’altro canto un racconto non deve per forza essere bello, a volte basta che evochi una situazione particolare, no?
Beh… all’inizio non avevo capito che fosse un racconto, essendo uno dei tuoi primi post che leggo.

Il dubbio me lo hai fatto venire con “…lo scoppio del vibratore…”
Cmq potrebbe essere un insulto da tenere in considerazione per il futuro…
LOL
Tranne l’uso eccessivo del turpiloquio, mi sembra sia veramente un bel lavoro.
Troppi grassoni e sudici imprendotori reali somigliano al carattere da te disegnato.
Complimenti
] marcomkc [
Beh, grazie ] marcomkc [, per gli altri miei post mi interessa poco, ma ricevere i complimenti per un mio racconto mi riempie di gioia… che ve devo di’, so fatto così…
Ciao e a presto!
bello, complimenti!
non ho capito perchè alla fine lo ammazzi, potevi lasciarlo vivere, quel ciccione sudoroso iniziava a starmi simpatico!
Grazie Anna!
P.S.: Iniziava a starti simpatico? Se vuoi lo facciamo resuscitare in “Vertenza sindacale 2: la vendetta dell’imprenditore” ma non credo sia una buona idea…
solo tu puoi essere cosi! grande
invece 6 un idiota!abbasso gli operai
Ipotesi.
Ma tu lo sai vero che gli operai sono quelli che fanno funzionare la fabbrichetta del tuo papi e che gli permettono di comprare il pelliccione a tua mami e i giocattolini per te vero? E lo sai vero che senza gli operai nella fabbrichetta del tuo papi o decidi di essere disoccupato oppure l’operaio (o l’impiegato) lo devi fare pure tu?
P.S.: Accetto anche che mi dai dell’idiota, perché quando scrivi “abbasso gli operai” diventa palese chi tra noi due lo è veramente.
Ciao.
stavo cercando notizie su un eventuale vertenza sindacale che volevo iniziare contro un mio ex datore di lavoro, ma dopo aver letto il tuo racconto ho capito. hai ragione l’unico modo per uscire dalla rabbia della presa per il culo subita è menare…… credo proprio che lo menero’….
Bel racconto, la storia mi sembrava vera fino all’ultimo. Ben fatto, peccato non poter far fuori allo stesso modo chi mi ha trattato allo stesso modo…
Beh se vuoi scrivere storie vere di fregature, truffe, beffe ecc c’è il sito L’indignato
… lindignato.com …
Ciao
Grazie Marco hr, ho aggiunto il sito tra i miei link. L’idea è ottima.
hai proprio ragione ti viene voglia di dargli addosso a questi porci… io vengo dal profondo sud Siracusa… è da tutta la vita tutti provano a sfruttarmi ignorando completamente i contratti e le leggi nazionali e facendo degli accordi pre-lavorativi che non prevedono alcun vantaggio per me.. anzi spero che ci sia una rivoluzione perchè qui i primi a fare le estorsioni sono loro…..Bastardi corrotti !!!!!!!!
bisogna reagire! Ottimo il racconto che hai scritto! complimenti! bisogna reagire!!! questo è il messaggio che bisogna dare.. così gli “idioti” , come l’anonimo di prima, smettono di sentirsi uomini e grandi con le palle degli altri! è facile nascondersi dietro un anonimo! scusami se mi permetto jenaridens ma questo tipo di persona non la sopporto proprio! poveri parassiti insicuri e pieni di merda! tutti dovremmo reagire! così prima o poi le cose cambiano non credete!??! un saluto a tutta la brava gente umile..
Stavo cercando anch’io info per fare una vertenza sindacale a quegli stronzi che non mi stanno più pagando da TRE mesi e ho letto il tuo racconto:ti devo dire che è molto carino,apparte la fine chiaramente inverosimile,che forse però in un racconto ci stà anche bene.Tornando però al problema reale del lavoro in generale secondo me bisognerebbe davvero fare una bella rivoluzione e metterli in ginocchio,letteralmente non tanto per dire,perchè tanto questa gente l’unica cosa che capisce davvero è il dolore fisico causato alla loro persona ovviamente,se il dolore è di qualcun altro non gliene importa niente CHIARAMENTE.Quindi sarebbe davvero il caso di unirsi e fracassarli di botte,ma poi tanto la gente,gli operai come noi per intendersi,non per ringambarsela ma solo perchè troppo onesti si tirerebbero indietro,e alla fine sarebbero in soliti pochi a subirne le conseguenze.In definitiva volevo solo dire che purtroppo c’è poco da fare,siamo nati poveri e così moriremo,però sono felice di essere nato come son nato,anzi se fossi dalla parte degli sfruttatori non so se ce la farei a vivere tranquillo,molto probabilmente andrei in rovina per non fare anch’io il “negriero”.
Voglio lasciare anche un messaggio a quel demente che si è firmato “dan”: spera di averne(soldi) per tutta la vita perchè te non camperesti nemmeno un’ora a lavorare e farti il culo per davvero,caro figlio di papà che di sicuro non sai nemmeno cosa significhi la parola “lavoro” merda d’omo.
Ciao jenaridens,un consiglio:continua a mettere racconti del genere online,sia mai che qualche stronzo sfruttatore leggendoli si faccia venire un colpo per la rabbia
Ahimé questo è vero… gli sfruttati sono buoni. Ma credo basterebbe essere uniti per farli cagare sotto. Semplicemente questo: essere uniti.
purtroppo si usano troppo le vertenze sindacali e poco i vibratori con esplosivo….
figo!
sei un grande! mi sono imbattuto nel tuo blog merntre googlavo per sapere come fare una vertenza sindacale al mio capo (ciccione e sudoroso anche lui :P) che da un pò mi mobba, maledetto schifoso
Sei entrato tra i miei preferiti, complimenti per il racconto
sei un grande! mi sono imbattuto nel tuo blog merntre googlavo per sapere come fare una vertenza sindacale al mio capo (ciccione e sudoroso anche lui :P) che da un pò mi mobba, maledetto schifoso…
Sei entrato tra i miei preferiti, complimenti per il racconto
Carino!
Hai letto parecchio Raymond Chandler?!
ciao
A dire il vero no… ma a questo punto mi incuriosisce…
Appena due settimane fà mi sono licenziata dicendo al mio(ora ex)capo “mi fai schifo perchè sei un pezzo di merda!!”.Lavoravo per lui da quasi due anni,con una paga da miseria e senza contratto.Ma la cosa peggiore,dal punto di vista umano,è che non venivo ne rispettata ne considerata:mi sfruttava per fare quello che i miei cari colleghi lecca culo non facevano e per ascoltare le sue lamentele nei confronti di questi ultimi.Questi “nostri padroni”non sanno neanche assumersi le loro responsabilità!!!E il bello è che,secondo loro.dovevo anche essergli grata perchè mi davano quei quattro soldi!!!Ma io mi chiedo…come si fa a non avere tanta rabbia verso chi usa la tua buona fede e il tuo lavoro per arricchirsi?Come si fa a non voler spaccare tutto quando,nonostante la fatica e i sacrifici,la dignità come persona e come lavoratore viene considerata nulla?
Sono passati pochi giorni ma…sono già in difficoltà.C’è chi dice che questa vertenza,se dovesse andare avanti,potrebbe causarmi problemi per un futuro lavoro e c’è chi dice che,anche se avessi tutti i testimoni del mondo,non riuscirei a provare nulla o comunque poco.
Questo vuol dire che vinceranno “loro” in ogni caso?
Bhe…io farò di tutto perchè questo non accada anche se questa mia piccola lotta ha già provocato tanto dispiacere…
Non è possibile pagare un prezzo così alto solo per far valere i propri diritti.
C’è troppa rabbia dentro di me!!!
Anch’io stavo cercando notizie su come fare una vertenza sindacale. Sono una delle migliaia di laureate/i che, in mancanza di un’abilitazione, non si può permettere neanche il lusso di essere annoverata tra i cosiddetti “precari”. Ho lavorato per due anni in una scuola paritaria come supplente annuale, percependo 7,5 euro l’ora. Vi dico solo che nel periodo in cui si svolgevano gli esami di idoneità, lavoravo anche dieci ore al giorno, ma in quelle occasioni venivamo pagati 2 euro l’ora. Quest’anno avrei dovuto cominciare il mio terzo anno di sfruttamento, ma per motivi di studio (sto prendendo una seconda laurea, questa volta abilitante!) e di salute (gravemente danneggiata dallo stress causato per lo più dal lavoro in questione), ho dato le dimissioni. Il problema era che non mi avevano ancora fatto firmare il contratto nè, chiaramente, pagato gli ultimi stipendi. Ebbene dopo cinque mesi del contratto e dei soldi non ho visto neanche l’ombra!!
Adesso mi sono rotta di telefonare e farmi prendere per il culo. Ho capito cosa devo fare. Grazie per lo spunto.
P.S. Anche il mio ex gestore della scuola aveva le sembianze di un sudicio porco.
gli operai sono bastardi e sanguisughe
Anonimo ma perchè non provi tu a vivere come gli operai?Con lo stipendio degli operai,solo con doveri e nessun diritto?Si fa presto a dire che siamo delle sanguisughe!Mentre sono quelli come te che si arricchiscono mentre gli operai si spaccano la schiena senza avere un minimo di rispetto.
MA NON TI VERGOGNI DI QUELLO CHE DICI??!!!!!!!!!!
i BASTARDI SIETE VOI!!!!!!!!!!!!!!!!
i padroni non devono essere rispettati, perché sfruttano l’opera operaia, viva i COBAS
Hai ragione Compagno/a, finchè esisteranno gli sfruttatori non ci sarà mai pace, i padroni dovrebbero essere più loquaci, viva il nostro sindacato d’avanguardia dei COBAS
Gli operai lavorano il triplo semplicemente perchè devono dare da mangiare ai vostri “bellissimi” COBAS (loro si che sono delle vere sanguisughe). Meno datori di lavoro IDIOTI e più partecipazione dell’operaio all’utile dell’impresa! Se fosse per me, anche meno sindacati!
Per il momento solo una piccola vittoria…quei bastardi dei miei ex padroni hanno pagato(anche se solo una piccolissima parte!!)!!!ma tanto per loro non è ancora finita…solo il tempo che la giustizia faccia il suo corso…
Spero che gli serva da lezione anche se…”il lupo bastardo perde il pelo ma non il vizio”…
Ho appena letto il racconto: è veramente fantastico! Mi sono immedesimato nel racconto. L’unica cosa differente è che il mio ex datore di lavoro non è una grossa palla di letame, ma piccolo e pelato, dall’aspetto malaticcio, tanto che l’ho soprannominato nosferatu. Comunque sia, ho intenzione di fargli una vertenza sindacale. Qualcuno saprebbe dirmi cosa dovrei fare? Grazie.
Ciao Ale, grazie per la critica positiva!
Per fare una vertenza basta che tu vada all’ufficio sindacale del tuo paese.